Le recensioni del Caffè Letterario

La Bambina Che Salvava I Libri - Markus Zusak
La bambina che salvava i libri, di Markus Zusak
Liesel è una bambina di nove anni, e finora non ha avuto una vita facile.
Suo padre non c’è più e il suo fratellino muore nel corso del viaggio che avrebbe dovuto condurlo, insieme a lei, presso una famiglia affidataria, in quanto la madre, sospettata di comunismo nella Germania di Hitler, non può più garantire la sicurezza dei suoi bambini.
Narratrice di questa storia è nientemeno che la Morte, che ci si presenta sotto spoglie compassionevoli e comprensive e che, contrariamente alle umane aspettative, si mostra vulnerabile e curiosa nei confronti delle persone che incontra nello svolgimento del suo incarico.
La sua è una narrazione che parte dai colori e dai piccoli particolari, per poi allargarsi a un quadro più grande, che comprende le mille sfaccettature della vita quotidiana di persone che cercano si sopravvivere in un mondo ostile, che incute timore e sa di ingiustizia.
La scoperta casuale, da parte di Liesel, dei libri e della lettura, delle parole e dei pensieri, la accompagna negli anni difficili in cui da bambina diventa ragazza: un punto fermo in un mondo in cui le persone spariscono dalla sua vita, e ogni giorno porta con sé nuovi motivi per temere e mancare di qualcosa.
Ciò che impariamo delle persone che abitano il piccolo mondo di Liesel ci mostra un’umanità che sopravvive e fiorisce testarda proprio quando le condizioni attorno si fanno drammatiche.
Alla fine, questo è quello che la bambina impara crescendo: impara la lealtà; impara la semplicità della verità e il potere delle parole; impara il bisogno di obbedire solo alla propria coscienza; impara che niente è per sempre, e che le occasioni non vanno mai perse.
Cosa ne pensa il Caffè Letterario:
Questa lettura ci ha coinvolto e commosso; ci ha sfidato a immedesimarci in una categoria di persone che la Storia spesso tralascia: coloro che hanno subìto da vicino il regime nazista, che si è infiltrato nella loro vita di tutti i giorni, permeando ogni più piccola azione.
Ci siamo appassionati alle vicende di una ragazzina e della sua famiglia: abbiamo sperato e sofferto con loro; abbiamo condiviso i loro momenti di preoccupazione, di ansia e talvolta di autentico terrore. Eravamo con loro nelle lunghe notti trascorse a leggere per sconfiggere gli incubi; nei pomeriggi lungo il fiume sulle note di una fisarmonica; abbiamo seguito Liesel e i suoi amici quando si sono intrufolati nel frutteto, o nella biblioteca della moglie del sindaco. Siamo scesi con loro nel rifugio durante i bombardamenti e abbiamo ascoltato una bambina che leggeva tranquilla, trasportando in un’altra dimensione le povere anime impaurite lì accalcate. Abbiamo tenuto dentro di noi i segreti e i sogni di coloro che, nonostante tutto, non hanno mai smesso di sperare che l’incubo di quel periodo storico avesse fine.
Ultimo, ma non meno importante dettaglio: abbiamo apprezzato l’espediente narrativo del personaggio della Morte e la maniera insolita e personale in cui ha deciso di raccontarci la storia di Liesel, la ladra di libri.



Chiedi Alla Polvere - John Fante
Chiedi alla polvere, di John Fante
Il protagonista di questo celebre romanzo è Arturo Bandini, un aspirante giovane scrittore statunitense che vive in una stanza presa in affitto lontano da casa, alla periferia di Los Angeles.
Ha un animo inquieto e molto tormentato e si sforza disperatamente di calarsi nel ruolo di grande scrittore, sperando di riuscire a vivere, toccare e respirare l’ispirazione.
Forte della pubblicazione di un suo racconto su una rivista, è convinto di poter conquistare la ragazza di cui si è invaghito: Camilla, una cameriera ispanica.
Trascorre periodi di contemplazione e momenti di furia creativa, che trascorre battendo freneticamente sui tasti della macchina da scrivere, per poi cestinare inesorabilmente tutto il giorno dopo. Scrive lunghe lettere di sfogo al suo editore, uomo generoso e lungimirante, che non esita a inviargli tempestivamente del denaro a fronte della sporadica pubblicazione di alcuni pezzi. Denaro che Bandini si affretta a sperperare, per poi pentirsene quando è troppo tardi.
La relazione con Camilla è difficoltosa e accidentata come il resto della sua vita, ma è proprio in mezzo a tutto questo tumulto e alla mancanza di equilibrio, che il giovane protagonista riesce a tirare fuori descrizioni liriche e piene di poesia dal paesaggio arido e polveroso e dall’ambiente scombinato che lo circondano.
Cosa ne pensa il Caffè Letterario:
Chiedi alla polvere” è stata una lettura ispirante per coloro che, tra di noi, si dilettano a scrivere.
Ci siamo riconosciuti in molti tratti del carattere di Arturo Bandini: nella frenesia che prende quando si ha qualcosa da dire, che riempie la testa e non ci abbandona fino a quando non abbiamo riempito fogli e fogli di carta; nello scoramento che assale, quando si rileggono i deliri notturni a mente lucida; nei momenti di esaltazione alternati a quelli di desolazione e scoraggiamento; nel rendersi conto di desiderare sempre qualcosa di più di quello che si è ottenuto.
Abbiamo apprezzato e condiviso tra di noi i brani che più ci hanno colpito per la loro bellezza, per la poesia presente nelle parole e per le immagini nitide che richiamavano alla mente.
Una lettura che è riuscita a catapultarci nella vita di un personaggio fittizio, rendendocelo vicino e reale, come un amico o un fratello.



Un Calcio In Bocca Fa Miracoli - Marco Presta
 Un calcio in bocca fa miracoli, di Marco Presta

Sono un vecchiaccio.

Così si presenta il protagonista e narratore di questo breve romanzo. E continua, rincarando la dose: Mi lavo poco, mi rado una volta alla settimana e giro per il quartiere indossando un cappotto che, dopo la mia prostata, è la cosa più malridotta che mi porto dietro. 

Si vende per quello che è: un vecchio scorbutico e con delle piccole, innocue manie come rubare le penne lasciate incustodite nei negozi o negli uffici; una cotta non ricambiata per l’attempata portinaia, per la quale arriva addirittura a inscenare malori o necessità casalinghe; un amico di vecchia data, di cui ostentatamente disapprova la bontà e la fiducia nel genere umano, ma a cui vuole un bene dell’anima e che aiuta sempre, anche a compiere le azioni più folli; un’empatia che va contro corrente, ma che proprio per questo arriva al punto più rapida ed efficace di mille paroline dolci.
Attraverso circostanze e situazioni a volte surreali, ma a volte decisamente realistiche, il protagonista di questa storia ci offre osservazioni argute, in alcuni casi taglienti, spesso profonde, sulla vita, sugli “altri”, sui sentimenti.
Cosa ne pensa il Caffè Letterario:
Il libro ci è piaciuto molto: ci ha fatto sorridere, talvolta ridere di gusto; ci ha permesso di riflettere e di confrontarci su temi come l'amore, la solitudine, l'amicizia, la morte, i sogni, le promesse. Ci ha strappato sospiri amari; ci ha commosso e ci ha lasciato anche un po’ in sospeso, ma va bene così: è la vita.

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