Grazie a Francesco Giommoni, linguista e educatore, per questa bella recensione di Polvere di Fata!
Polvere di Fata è una raccolta di fiabe scritte da autori provenienti da Paesi diversi, curata da Ünver Alibey e illustrata dall'artista italiana Valentina Bardazzi, che la casa editrice Kaba ha deciso di pubblicare in edizione bilingue italiano-inglese, rendendone la lettura adatta anche per scopi didattici.
La trovi QUI.
Personalmente ho
molto apprezzato l’opera consistente in 7 fiabe scritte da autori
provenienti da paesi differenti, curata da Ünver Alibey.
La multiculturalità di questo
progetto, oltre a permettere di leggere storie molto diverse tra di loro, aiuta
a comprendere meglio come alcuni topoi letterari si
ripresentino in tradizioni letterarie differenti e come, allo stesso tempo,
altri siano propri di alcune tradizioni e sconosciuti, o perlomeno, non diffusi
in altre.
Pur trattandosi di un genere
destinato a giovani lettori, è indubbio che possa essere utilizzato anche come
un’introduzione alle letterature comparate, tema affrontato con discenti più
adulti, sin dalla più giovane età.
Gli insegnanti delle scuole
elementari che opteranno per questo testo potranno,
infatti, stimolare gli studenti con domande che passano da un
racconto all’altro, come una certa figura, ad esempio la fata o la strega/il
mago, vengano rappresentate in ogni singola fiaba e spingere a fare ricerche
più incentrate sulle tradizioni e letterature locali per comprendere come
alcune figure vengano rappresentate e descritte.
Da docente di lingua italiana per
studenti stranieri, trovo assai utile disporre di un testo bilingue perché può,
indubbiamente, aiutare gli studenti a comprendere meglio l’uso e le
collocazioni di alcuni termini, oltre ad analizzare strutture grammaticali di
medio e alto livello.
A differenza dei romanzi per
adulti, questo genere letterario si presta meglio ad essere utilizzato in
quanto, tendenzialmente, contiene frasi più brevi e chiare, adatte a studenti
che non sono di madrelingua italiana, seppur già in possesso di un
livello B1/B2.
Il rischio di consigliare
letteratura “standard” è, infatti, quello di demoralizzare lo studente che si
trova ad affrontare strutture ormai desuete e parole arcaiche che non lo
incentivano a migliorarsi.
Tale testo, oltre che dagli
insegnanti della scuola primaria, può essere utilizzato anche dai docenti di
italiano per stranieri per sollevare domande e incoraggiare ricerche circa gli
elementi tradizionali delle fiabe del proprio paese. In primis,
permette agli studenti di conoscere autori del proprio paese magari
sconosciuti. In aggiunta, offre la possibilità di poter arricchire i dibattiti
attraverso elementi delle fiabe proprie di ogni tradizione letteraria e
linguistica.
Da un punto di vista stilistico, il
testo presenta un lessico moderno seppur non banale, ottimo per sviluppare il
vocabolario degli studenti, siano essi di madrelingua italiana o straniera.
Anche a livello sintattico e morfologico, ho apprezzato l’uso del passato
remoto, proprio della letteratura, dal momento che il suo utilizzo è sempre più
ridotto, in particolar modo quando si pensa a testi per bambini.
Infine, una nota
all’editing: mi è molto piaciuto il filo narrativo che
dall’introduzione porta alla conclusione, in particolare la presentazione
“fiabesca” dell’autore e della fiaba stessa. Non una classica biografia
dell’autore o un riassunto scontato, ma qualcosa di più, un’introduzione che
anticipa alcuni elementi della storia successiva e che potrebbero essere
sapientemente usate dai docenti per stimolare gli studenti a inventare la
propria storia e la propria narrazione.
Francesco
Giommoni
Linguist/Educator