Questo mese ho aderito all'iniziativa #marzoMarziano, volta a promuovere la fantascienza di autrici e autori di origine italiana. Oui, c'est moi!
Nell'ambito di questa iniziativa, ideata dall'autrice Katjia Mirri, insieme ad altre autrici e altri autori di fantascienza italiana abbiamo popolato i social media con post a tema, nei quali abbiamo parlato dell'ambientazione delle nostre storie, dei nostri personaggi, dei temi che ci stanno a cuore. Basta cercare i post con tag #marzoMarziano su Facebook, Instagram, Blue Sky e TikTok e si avranno delle belle sorprese!
È stato anche stimolante per me rispondere alle domande di ben due interviste. E non vi dico la mia autostima dove è schizzata! Dire che è "alle stelle" mi pare decisamente appropriato in questo caso.
La prima intervista me l'ha fatta proprio Katjia Mirri. Mi ha chiesto di parlare soprattutto delle tematiche di cui mi sono occupata nelle mie storie (dalla più recente alla più antica: Cut & Paste, AI Detective Services, Il Saltatempo) e le mie risposte si trovano sul neonato sito di Marzo Marziano.
Un'altra, bella intervista mi è stata proposta da Taylor Blackfyre, il cui libro fantasy Succube del fato (il primo volume della saga I canti di Wixenia) è stato pubblicato di recente. Riporto di seguito l'intervista e ne approfitto per ringraziare ancora Taylor Blackfyre per questa opportunità.
1 – Ciao! Per prima cosa, vuoi presentare te stessa e le tue opere scifi?
Ciao, sono Chiara e
amo le storie e i gatti. Leggo molto e di tutto, ma per quello che riguarda la
fantascienza si può dire che sono “nata” con il ciclo della Fondazione di
Asimov, che ho letto quando avevo sedici anni. Si può anche dire che sulla
Fondazione di Asimov sono pure morta, perché rimane ancora una delle mie saghe
preferite, ed è sicuramente la storia di fantascienza che ho amato di più.
Le mie opere scifi date alle stampe per il momento sono tre racconti: Il Saltatempo e poi AI Detective Services e Cut and Paste, che invece non sono (ancora…) disponibili in italiano. Sono tre storie completamente distinte e diverse tra loro, sia per tono sia per i temi trattati.
2 – Scrivi
anche in inglese, quindi. Come ti sembra il mercato estero?
Molto variegato Le antologie vanno a fasi alterne: momenti in
cui nessuno se le fila e momenti in cui evidentemente infilano il canale giusto
(tipo qualcuno che ne parla sui social e che ha un buon seguito) e per un po’
vanno molto bene
3 – Mi
accennavi che sei riuscita a raggiungere quello che è un po’ il sogno di tutti
noi, vivere di scrittura. Prima hai lavorato per una Casa Editrice, poi hai
aperto con due colleghe un’agenzia di servizi editoriali, Alchiaro. Di cosa ti/vi
occupate?
Edito, traduco,
impagino e ultimamente collaboro con colleghi stranieri alla creazione di
raccolte di racconti di autori e autrici internazionali di diverso genere.
Abbiamo “prodotto” raccolte di fiabe per bambini, di fantascienza, e adesso
stiamo lavorando a una raccolta di un genere a cui non avevamo ancora lavorato
prima, per ora non dico altro.
Credo di aver letto
più fantascienza anglosassone che italiana, ma non ho notato grosse differenze.
Alla fine siamo parte anche noi di una visione occidentale o occidentalizzata
del mondo. Per esempio ho letto, e mi è piaciuto molto, Il cuore finto di DR
di Nicoletta Vallorani. A parte il fatto che la storia si svolge a Milano,
l’ambientazione è quella di un classico cyberpunk e Milano potrebbe essere
tranquillamente Londra o New York e non cambierebbe niente. Non posso dire in
cosa si “dovrebbe” differenziare; posso forse suggerire in cosa “potrebbe”
differenziarsi. Con il mio lavoro mi capita di incontrare autrici e autori di
vari Paesi anche al di fuori dell’orbita occidentale. Ho per esempio letto
alcuni racconti di fantascienza opera di autrici turche che mi hanno colpito
per lo stile, diverso appunto da quello a cui siamo abituati, con un diverso
ritmo, e anche perché fanno riferimento a situazioni “locali” a partire, molto
banalmente, dall’avere un Sultano, o dal ruolo della religione nella vita delle
persone. Noi italiani abbiamo un po’ perso il contatto con le nostre antiche
tradizioni o i miti regionali, ma si potrebbe provare a rivisitarli in chiave
fantascientifica. Chissà cosa verrebbe fuori!
5 –
Siamo tutti cresciuti con un certo immaginario, ma se provi a scrivere una
space opera rischi di sentirti dire che è un’americanata. Anche in Germania,
dove risiedi, si sente tanto l’influsso dei classici?
Sì, se si vuole leggere
qualcosa di davvero “diverso” bisogna uscire dalla visione occidentale
proprio. Ho letto poco di scifi tedesca, ma siamo sempre lì. E
comunque può non bastare. Anche con Il problema dei tre corpi, a parte
forse la lentezza della narrazione, poco americana, non si andava molto
lontano.
6 –
Qual è la tua ambientazione preferita? Spazio profondo, distopie terrestri, -punk
di qualche tipo?
La mia ambientazione preferita per ora resta lo spazio. Lo spazio già conquistato, abitato, colonizzato… lo spazio come realtà della vita quotidiana, insomma.
7 –
Preferisci una fantascienza hard, ben basata sui dati scientifici, o hai un
approccio più vicino al fantasy?
La fantascienza mi piace basata su dati scientifici. Quando mancano (perché spesso mancano), allora vado in due direzioni: la migliore approssimazione di verosimiglianza, oppure la follia totale, come ho fatto nella storia del Saltatempo, dove metto in discussione ogni scoperta scientifica, invento di sana pianta laddove non ci sono certezze e piego le leggi della fisica senza pietà.
8 – Come immagini il mondo tra 100 anni?
Mi piacerebbe che le scoperte scientifiche e tecnologiche fossero messe a disposizione dell’umanità allo scopo di migliorare la vita di tutti. Per esempio sarebbe bello che i soldi venissero globalmente investiti per rendere soluzioni di medicina avanzate alla portata di tutti, rinunciando alle innovazioni in campo militare che servono solo a distruggere meglio e in modo più efficiente. Purtroppo credo che questa sia un’utopia. Non credo che la fase attuale che stiamo vivendo sia definitiva e non credo che quella cha appare la direzione in cui il mondo si sta muovendo sia la direzione che effettivamente prenderà. Sento tante voci che propongono con determinazione soluzioni realistiche e realizzabili, e questa è una differenza importante rispetto a 100 anni fa. Ecco, magari spero che tra altri 100 anni non siamo daccapo…
9 –
Ottimista, io immagino un futuro molto più cupo!
Cerco di essere
positiva!
10 –
Quali progetti letterari hai per il futuro?
Quali progetti
letterari NON ho per il futuro, hahaha. È il tempo che manca, purtroppo. Ho in
lavorazione il romanzo del Saltatempo, ma ha ancora bisogno di qualche capitolo
e una revisione completa. Ci sto mettendo talmente tanto, che non ho ancora
finito ma ho già pianificato dei cambiamenti a quello che ho scritto finora.
Secondo me di questo passo mi ci vorranno ancora un paio d’anni, ma non ho
fretta. Immaginare e scrivere questa storia è estremamente divertente, quindi
non mi pesa affatto. Ho anche un racconto lungo, sempre di fantascienza, che
voglio far diventare una novella o un romanzo breve. Ci sono pirati spaziali,
corporazioni cattive, una cyborg ultracentenaria comandante di stazione
spaziale e musei che espongono cimeli tipo i videogame di Super Mario.
Al di fuori della
fantascienza, è in lavorazione il terzo libro della serie “Chiara nel tempo”. Il
testo è pronto, sto aspettando i disegni dall’illustratore. Si tratta di una
serie per bambini dagli 8-9 anni, in cui una ragazzina viaggia nel tempo e
nello spazio e incontra vari scienziati, imparando direttamente da loro. La
serie viene pubblicata in Turchia da una casa editrice di Istanbul; io poi me
la autopubblico in italiano, inglese e tedesco. E poi vorrei tanto riuscire a
scrivere la storia di Elsa Mon, una scrittrice di paranormal romance che
mescola realtà e fantasia e vede creature soprannaturali.
A chi legge l’inglese
posso consigliare l’antologia Radioactive Dreams, in cui ci sono altri
dieci racconti oltre al mio AI Detective Services, di autrici e autori
dell’area mediterranea (più o meno). La raccolta Star Maidens, che
contiene il mio racconto Cut and Paste, purtroppo al momento è
disponibile solo in Canada (ma tengo le dita incrociate perché dovrebbe presto
essere disponibile anche in Europa, sempre in inglese). Contiene dieci racconti
da altrettante autrici, tutte donne provenienti da diversi Paesi. Il
Saltatempo invece è contenuto nella raccolta di “fantascienza apocalittica”
Funesti presagi.
Nessun commento:
Posta un commento